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Cosa c’è dentro un aroma? Alla scoperta dei terpeni

Descrizione

Sono disponibili sottotitoli in italiano

 

I nuovi sviluppi nell’uso e nell’analisi dei prodotti cannabinoidi sono all’ordine del giorno, e i terpeni sono un tema di grande attualità, in quanto si cerca di capirne meglio la funzione relativamente alla cannabis. Senz’altro questi composti incidono su aromi e sapori, ed è opinione sempre più diffusa che possano anche esaltare o inibire i benefici terapeutici tramite il cosiddetto “effetto entourage”. Di conseguenza, per l’analisi dei terpeni si stanno via via affermando tecniche come la gascromatografia.

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Trascrizione

Hai presente l’odore di pino, l’odore intenso e dolce di un bosco di conifere?  Quando lo senti entra in gioco un gruppo di sostanze chimiche, i “terpeni”: in questo caso, l’alfa pinene e il beta pinene. Alfa e beta pinene, però, non si trovano solo nei pini. Sono presenti anche nella cannabis insieme a tanti altri terpeni che, combinandosi, conferiscono alle diverse varietà di questa pianta gli aromi e sapori unici e caratteristici che sono repellenti per i predatori e attirano non solo gli impollinatori... ma anche alcuni umani! Si pensa inoltre che i terpeni di questa pianta interagiscano con gli altri componenti della cannabis creando un effetto combinato – quello che in genere si chiama “effetto entourage”. L’effetto su sapore e odore di un prodotto e la possibile valenza terapeutica fanno sì che scienziati e coltivatori si interessino molto da vicino ai terpeni di ogni tipo e genere. I terpeni con formula molecolare C10H16 prendono il nome di “monoterpeni”. Un esempio di monoterpene è il mircene. Salendo nelle dimensioni troviamo i terpeni con formula molecolare C15H24, che si chiamano “sesquiterpeni”. L’umulene è un sesquiterpene. Ogni gruppo di terpeni ha dimensioni via via maggiori, e presenta un’unità C5 in più rispetto al precedente, ma nella cannabis i più comuni sono i mono e sesquiterpeni. All’interno di ciascun gruppo, le unità C5H8 possono combinarsi in molti modi diversi, dando origine a vari terpeni con la stessa formula molecolare ma con strutture estremamente variegate, lineari o perfino ad anelli. Con tutta questa varietà, fortunatamente la cromatografia ci viene in aiuto! Data la volatilità di questi composti, il campionamento in spazio di testa abbinato alla gascromatografia è perfetto per l’analisi dei terpeni in campioni complessi, perché li separa gli uni dagli altri permettendone l’identificazione e la quantificazione. Questo è molto importante perché alcuni enti di vigilanza dei cannabinoidi impongono la verifica analitica sull’etichetta di tutte le diciture sul contenuto di terpeni. La prossima volta che ti immergerai nel profumo di pino durante un’escursione o farai l’analisi qualitativa o la caratterizzazione di un campione di cannabis, potrai pensare a tutti i terpeni che creano gli odori e i sapori che conosciamo.

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